Simone Corsi: “Torno per vincere”

Simone Corsi: “Torno per vincere”

Simone Corsi: “Torno per vincere”

Simone Corsi Interviste, News

Il pilota romano del Team Athinà Forward Project è pronto a iniziare la stagione della Moto2 mondiale dopo un 2014 condizionato da un grave infortunio. Obiettivo? Fare bene per passare alla MotoGp o alla Superbike

Simone sta bene e lotta con noi. E sta tanto bene, Simone Corsi, da guardare avanti con ottimismo e ambizioni iridate dopo la quantità industriale di sfortuna che l’anno scorso ne ha frenato, anzi annullato la stagione. Una incolpevole caduta a Silverstone, un incidente all’apparenza come tanti. In realtà, due operazioni, una ad agosto, l’altra il 21 dicembre per sistemare la frattura dell’ulna sinistra e la rottura dei legamenti estensori della mano. Quindici giorni dopo era già in pista per recuperare il terreno e la forma perduta e azzannare il futuro che non può più aspettare: a 27 anni, il pilota romano ha proprio in quelle stesse mani l’occasione per risalire la corrente, prima in Moto2, poi chissà, con il sorriso sulle labbra, forte di una corazza costruita in questi mesi di sofferenza.

– Come stai? Ti sei ripreso completamente?

Sto bene, è stata lunga ma ho recuperato quasi al 100%. Quando lo affatico parecchio arriva un po’ di dolore ma nel complesso è ok. I dottori avevano detto che sarebbe servito un anno per riprendere la funzionalità completa, siamo a 7 mesi e in moto il polso lo “sento” bene. Ultimamente ho girato a Vallelunga arrivando da Roma alla guida del furgone…  è stato bello tornare sul circuito di casa dopo 13 anni di assenza. La pista? Rinnovata è ancora più utile per mettere a punto la moto, perché ha tratti veloci e lenti. Il primo curvone è da “pelo”, lo fai in 6…

– Anche Max Biaggi ha girato sulla “vostra” pista…

Lui ha iniziato la carriera a Vallelunga e tornare a girarci dopo le due gare del mondiale Superbike corse lì sette anni fa deve essere stata un’emozione. Se torna? Conoscendolo, qualcosa bolle in pentola. Va ancora forte, si allena tanto con il motard… Max è come il vino.

– E tu, tra il pizzetto e il 3 sulla carena, gli somigli sempre di più.

Ho sempre tifato per lui è l’ho sempre visto come un grande campione da cui imparare tanto. L’ho conosciuto quando sono arrivato al mondiale e poi quando lui è passato in Superbike ci siamo un po’ persi di vista ma ogni tanto mi invita a girare con lui e con la sua moto al Sagittario (pista da supermotard di Latina, nd.r.) e i suoi consigli sono sempre molto utili. E’ un professionista anche ora che ha smesso, si allena duramente e non molla mai. E’ una vera e propria forma mentale, che ha me fino a poco fa è mancata…

– Quale obiettivo ti sei posto per il 2015?

Stare tra i primi cinque. E tornare alla vittoria. Non succede dal 2008 e voglio tornare ad assaporare il gusto del primo gradino del podio. Rimpianti? Si, avrei potuto fare meglio. Soprattutto nel 2008, quando sfiorai il titolo mondiale andato poi a Di Meglio. Quell’anno vinsi 4 gare su 12 ma non fui costante. Anche la costanza mi è mancata, finora.

– Il titolo è tabù?

Non è irrealistico. Abbiamo le carte in regola, la moto più competitiva e mi sto allenando più degli altri anni. L’anno scorso, senza l’infortunio sarei arrivato tra i primi tre. Ripartiamo da lì… Rabat e Zarco sono in forma, girano tanto ad Almeria ma la Moto2 ogni anno è storia a se. Sono arrivati anche Marquez e Rins dalla Moto3. La nostra è una bella categoria, molto livellata e conta molto allenarsi e adattarsi. E pensare che all’inizio non era stata capita… Il 2 tempi? Mi emoziona sempre e il rumore del motore è musica.

– Quest’anno dovrai imparare a sfruttare meglio le prove…

E’ un altro dei punti deboli che ha condizionato la mia carriera. Tranne alcune piste, sono sempre stato carente sul giro secco, quando metto la gomma nuova fatico a trovare quel mezzo secondo in meno sul giro. Il problema è che in Moto2, in mezzo secondo siamo in venti e bastano due decimi per ritrovarsi in sesta fila. Partire dietro è affascinante, mi “gasa” e mi viene bene perché ho i riflessi pronti e spesso anche l’intuizione giusta ma è dispendioso fisicamente ed è uno stress per le gomme. Se vuoi lottare per la vittoria devi scattare al massimo in seconda fila, perchè il 60% della gara te lo giochi in prova. Ci sto lavorando, anche se non è facile perché il giro secco o ce l’hai o non ce l’hai… ma è anche vero che non si finisce mai di imparare.

– Hai 27 anni. Il momento clou di una carriera…

Quest’anno mi metto pressione. Non sono più giovane, corro nel mondiale da 13 stagioni e anche se mi sento un ragazzino gli anni volano. Voglio fare bene per poi provare il salto di categoria in Motogp o in Superbike. Nel 2016 in Motogp cambierà il regolamento e sarà più facile passare con una moto competitiva ma mi stimola anche la Superbike con un team ufficiale. L’importante è rimanere ad alti livelli… guardando Max o Troy Bayliss penso ancora di avere una quindicina d’anni di carriera ma per rimanere in forma come loro dovrò   continuare a fare una vita regolare e da… sportivo.

– Eppure il tuo 2014 non era partito male.

No, anzi. Stavamo andando bene, avevamo la moto più competitiva e il campionato era un crescendo… fino alla caduta. Sei ore e mezza di operazione invece di una e tre mesi di stop forzato. E’ stato brutto vedere la seconda parte della stagione dal divano di casa ma è stata l’occasione per lavorare mentalmente e per prepararmi al meglio in vista di questo 2015.

 

Simone Corsi in azione: foto
© Getty Images

– La tua è la solita vita “noiosa” da pilota? Niente discoteca?

Mangio e dormo bene. Certo, ci sono anche le serate di svago perchè la vita è una ma se fai sport ad alti livelli devi essere concentrato su questo. Alla discoteca preferisco le cene con gli amici o un film alla tv anche se spesso mi addormento al primo tempo. In più non ho necessità di “rimorchiare” perché la ragazza giusta l’ho trovata. Ci conosciamo da ragazzini, abitavamo a Morena e tra poco farò il passo di andare a vive con lei. L’età c’è e lei è perfetta: capisce cosa faccio, mi fa stare bene, è appassionata di corse, viene spesso alle gare e parliamo molto… meglio di così non poteva andarmi.

– E i tuoi, cosa dicono della tua carriera?

Corro da tanti anni e si sono abituati. Mamma è quella che sta più in apprensione e non è mai venuta a vedermi correre mentre papà sempre stato appassionato di moto, come mio zio. Se sono qui, la “colpa” è loro…

– Hai detto che ti stai allenando il doppio. Come?

Bici da strada e corsa a piedi sono due mie grandi passioni. Soprattutto la seconda, ereditata da mio zio. Ho fatto anche una Roma-Ostia in un’ora e diciannove e anche qualche 10.000 metri. Se non avessi corso avrei fatto il podista. Sono anche bradicardico… ultimamente, anche grazie a Rossi e Marquez, mi ha preso molto la moto da cross e mi alleno spesso a Pantano, dove c’è un circuito piuttosto facile ma utile per affinare la sensibilità di guida. Prima ero un po’ fermo, adesso va meglio…

– La tua giornata tipo è…

Sveglia alle 7, colazione sostanziosa, digestione, e poi 5 ore in due sessioni di palestra, corsa o bici e moto. Le giornate volano e la sera, se ho fatto un buon lavoro, arrivo cotto…

– Cosa guardi in tv?

La sfida tra Villopoto e Cairoli nel mondiale motocross e poi la Roma ma quasi mai allo stadio. Non sono un grande tifoso…

– E la felpa della Polizia di Stato?

Da tre anni faccio parte del gruppo sportivo Fiamme Oro. E’ stato un passo importante per la mia vita, perché non so quanto durerà ancora la mia carriera da pilota e assicurarsi un lavoro per il futuro era fondamentale. Quando andrà in pensione il nostro responsabile, Paolo Blora, mi piacerebbe prendere il suo posto per mettere la mia esperienza al servizio dei giovani. Oppure vorrei fare il team manager, perché mi permetterebbe di restare in questo mondo. Per ora, con gli amici ho messo in piedi il Team Scheggia 85, giriamo a Torricola dove è iniziata la mia carriera con le piccole motard. Abbiamo un furgone rimediato dal papà della mia ragazza e un capannone dove sistemiamo le moto… è un inizio.

– A proposito di giovani, in Italia la situazione non è rosea…

Quella mia, con Dovizioso, Iannone e Simoncelli è stata l’ultima generazione “buona” del motociclismo anche grazie all’attività fatta nelle minimoto. Poi c’è stato uno stop e la Spagna ha preso in mano il “pallino” sfruttando un grande lavoro di preparazione. Soprattutto nel triennio 2008-2010, quando ha dominato anche nel calcio, nel tennis, nel basket e nella Formula 1. Quest’anno però non siamo messi male: in Moto 3 ci sono tanti giovani italiani in grado di dire la loro, in Moto2 ci siamo io, Morbidelli e Baldassarri e in MotoGp c’è Valentino con i suoi assi nella manica e Iannone e Dovizioso con una Ducati competitiva. Il titolo? Sarà un duello Marquez-Lorenzo. Jorge è carico a “molla” e ha voglia di riscatto. E poi è una “bestia”…

– In che senso?

Mi sono allenato con lui qualche giorno ed è stato fantastico. Quando ho visto lui ho capito cosa vuol dire prepararsi e adesso sto cercando di ereditare la sua mentalità. Dalla mattina alla sera è sempre sul pezzo e non a caso ha vinto qualche mondiale. Vive per quello… qualsiasi cosa non è più importante dell’obiettivo che ha da raggiungere.

– Torniamo al Mugello e alla tua vittoria del 2008. Sensazioni?

Vedere 120.000 persone che si alzano e ti applaudono è indescrivibile. Ti alleni ogni giorno anche per vivere questo momento… E’ un momento particolare ed esclusivo, quella sera sei tranquillo, non hai nulla da recriminarti e sei in pace con te stesso.

– Com’è il tuo rapporto con i social network?

Prima ero pigro, ora il mondo è tutto sui social ed è importante anche per gli sponsor, quindi sto imparando. Pubblico subito qualcosa già dalla mattina anche se chi mi sta vicino ogni tanto si lamenta perché mi isolo. Dovremmo imparare tutti ad utilizzarlo con la giusta dose, perché quando sto lontano dallo smartphone mi accorgo che “vivo” molto di più. I miei follower? Sono tanti ma mi sono accorto che ad ogni vittoria o podio il numero cresce a dismisura quindi… devo tornare a vincere.

di Pasquale Di Santillo e Federico Porrozzihttp://www.corrieredellosport.it/motori/dueruote/2015/03/26-402135/